bio re life system

Si tratta di un sistema proprietario realizato e sperimentato per consentire ai microrganismi degradatori, nutrienti e nano bolle d’aria di raggiungere i contaminanti in profondità con l’ampiezza necessaria, consentendo la totale saturazione delle matrici contaminate

BONIFICA DI SUOLI CONTAMINATI DA IDROCARBURI

  • La contaminazione dei suoli prodotta dagli idrocarburi rappresenta un serio rischio per l’intero pianeta.
  • Ogni anno vengono immessi nell’ambiente più di 6 milioni di tonnellate di rifiuti provenienti dall’estrazione, dalla lavorazione e dal consumo di petrolio.
  • I rifiuti petroliferi provocano enormi problemi alla salute umana, agli ecosistemi, alle economie dei Paesi industrializzati e a quelli in via di sviluppo.

Le tecniche per la bonifica dei suoli contaminati da idrocarburi si possono distinguere in due gruppi principali, a seconda dell’approccio metodologico:  ex situ o in situ.

Ex situ

In situ

Rimozione  e trasporto del terreno contaminato;

Nessuna rimozione o trasporto del terreno contaminato;

Trattamento e messa in discarica;

Trattamento in loco e nessuna messa in discarica;

Tempistiche medio/brevi;

Tempistiche medio/lunghe;

Costi notevoli.

Costi ridotti.

La bonifica dei suoli  “ex situ”: un esempio

  • La rimozione di 1 ettaro di terreno contaminato fino a 5 m di profondità (50.000 m3) comporta almeno 4200 trasporti utilizzando camion aventi capacità di 12 m3;
  • Se l’impianto per il trattamento si trovasse a soli 50 Km di distanza, i mezzi di trasporto pesanti utilizzati provocherebbero l’emissione di circa 725 Tonnellate di inquinanti (710 T di CO2, 2 T di CO, 12 T di NOx,0.9 T di Composti Organici Volatili, 0.2 T di PM).

La bonifica dei suoli  “in situ”

Soil Venting: iniezione di aria nel sottosuolo mediante pozzi finestrati ed estrazione dei vapori saturi;

Soil Vapour Extraction: estrazione delle sostanze volatili mediante la realizzazione di una zona di depressione nel sottosuolo;

Soil Flushing: lavaggio del terreno e recupero dei prodotti impiegati;

Bio Venting: insufflazione di aria nel terreno atta a provocare la biodegradazione da batteri già esistenti nel terreno o batteri selezionati aggiunti di proposito;

Air Sparging: tecnica mista che consiste nell’insufflazione di aria nella zona satura e “strippaggio” delle frazioni volatili, presenti nel terreno e nelle falde acquifere, che vengono aspirate in pozzi dedicati;

Bioremediation: bonifica naturale mediante biodegradazione, operato dalla flora microbiologica preferigbilmente autoctona o alloctona.

Il sistema AVKEM è capace di integrare quattro tecniche di bonifica in situ tra le sei oggi utilizzate.

il sistema avkem

LA TECNOLOGIA AVKEM

AVKEM opera esclusivamente nella logica in situ, realizzando il processo di bonifica mediante l’applicazione integrale della Bioremediation insieme ad accorgimenti propri del Soil Flushing, Bio Venting ed Air Sparging tesi a degradare i composti organici in anidride carbonica e acqua o comunque in composti biocompatibili.

La totale automazione del sistema permetterà di eliminare:

  • la presenza di risorse umane costante nel sito inquinato durante il processo di bonifica;
  • i rischi connessi al contatto con idrocarburi sostanze per lo più cancerogene e mutagene;
  • le attività di sbancamento di terreno delle tecniche ex situ.

Il sistema AVKEM

E’ un sistema completamente automatizzato che può essere adeguato alle necessità e dimensioni del sito da bonificare, composto da:

  • un insieme di tubi diffusori inseriti nel terreno fino alla profondità desiderata, collegati in superficie al box di gestione
  • un insieme di tubi di aspirazione
  • sonde per la valutazione dei parametri sia ambientali della matrice sia funzionali del trattamento, per modulare l’operatività del sistema di gestione
  • l’impianto è contenuto in un container in grado di gestire autonomamente il processo di bioremediation, completamente automatizzato con controllo operativo da remoto
  • se richiesto, viene dotato di pannelli fotovoltaici per l’autonomia del processo.

L’acqua aspirata dalla falda viene accumulata in cisterna per poi essere filtrata su sabbia e carboni attivi, quindi addizionata con nano bolle d’aria, nutrienti e specifici composti batterici sviluppati in loco da soluzioni preparate, e quindi pompata in falda o diffusa nella matrice contaminata.

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